Elio Germano
attore
Elio Germano è uno degli attori italiani più premiati e versatili della sua generazione. Nato a Roma il 25 settembre 1980, da una famiglia di origini molisane, si avvicina al cinema giovanissimo: il suo debutto sul grande schermo risale al 1992, con "Ci hai rotto papà" dei Vanzina. La vera svolta arriva nei primi anni Duemila, quando una serie di collaborazioni con registi di primo piano lo consacra definitivamente al pubblico e alla critica. Nel 2005, a soli 24 anni, interpreta Il Sorcio in "Romanzo Criminale" di Michele Placido, affresco corale sulla banda della Magliana. Due anni dopo, è Accio — al secolo Antonio Benassi — in "Mio Fratello è Figlio Unico" (2007) di Daniele Luchetti, ruolo per cui vince il primo David di Donatello come miglior attore. La sua capacità di abitare personaggi complessi e scomodi si conferma in "La nostra vita" (2010), che gli vale il Prix d'interprétation masculine al Festival di Cannes, ex aequo con Javier Bardem. Nel 2014 porta in scena Giacomo Leopardi ne "Il giovane favoloso" di Mario Martone, e nel 2020 conquista l'Orso d'Argento alla Berlinale con la performance straniante e fisica in "Volevo nascondermi" nei panni del pittore Antonio Ligabue. Nello stesso anno recita in "Favolacce" dei fratelli D'Innocenzo nel ruolo di Bruno Placido. Più di recente lo si vede in "Tre ciotole" (2025) di Isabel Coixet, accanto ad Alba Rohrwacher. In totale, Germano conta sei David di Donatello per la miglior interpretazione maschile, un premio a Cannes e un Orso d'Argento a Berlino. Parallelamente al cinema lavora in teatro, dove si distingue per la ricerca formale e la contaminazione con nuovi linguaggi scenici.