Folco Lulli

Folco Lulli

attore

Folco Lulli (Firenze, 3 luglio 1912 – Roma, 23 maggio 1970) è stato uno degli attori caratteristi più autorevoli del cinema italiano del dopoguerra. Figlio del baritono Gino Lulli e fratello maggiore dell'attore Piero Lulli, crebbe a Firenze e partecipò alla guerra d'Etiopia nel 1936. Durante la Seconda guerra mondiale si unì alla Resistenza partigiana, venne catturato dai nazisti e deportato in Germania, riuscendo poi a fuggire verso l'Unione Sovietica. Tornato in Italia nel dopoguerra, lavorava come rappresentante farmaceutico quando il regista Alberto Lattuada lo scoprì e lo volle protagonista nel film Il bandito (1946): un esordio straordinario che aprì le porte a una carriera ricca di oltre cento pellicole. Il suo fisico imponente e la sua comunicativa immediata lo resero ideale per ruoli di personaggi duri, villain e figure del proletariato urbano. Nel 1949 fu in Non c'è pace tra gli ulivi di Giuseppe De Santis, pietra miliare del neorealismo italiano, a testimonianza del suo stretto legame con il cinema d'autore dell'epoca. La consacrazione internazionale arrivò con Il salario della paura (1953) di Henri-Georges Clouzot, al fianco di Yves Montand, thriller ad alta tensione rimasto nella storia del cinema mondiale. Nel 1959 partecipò a La grande guerra di Mario Monicelli e nel 1963 fu tra i protagonisti de I compagni, sempre di Monicelli, ruolo per cui ottenne il Nastro d'Argento come migliore attore non protagonista nel 1964. Completò la sua carriera con L'armata Brancaleone (1966). Morì a Roma il 23 maggio 1970, a 57 anni, lasciando un'eredità artistica preziosa nel cinema italiano e internazionale.

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