Paolo Bonacelli
attore
Paolo Bonacelli (Roma, 28 febbraio 1937 – Roma, 8 ottobre 2025) è stato uno degli attori italiani più raffinati e versatili della sua generazione, capace di muoversi con uguale autorevolezza tra teatro, cinema d'autore e produzioni internazionali. Diplomato all'Accademia Nazionale di Arte Drammatica di Roma, esordì in palcoscenico con Vittorio Gassman e Luigi Squarzina, acquisendo una solida formazione classica che avrebbe sorretto una carriera lunga oltre sessant'anni e più di 120 film. Il grande salto cinematografico arriva nel 1975 con Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini, in cui interpreta il Duca in una delle rappresentazioni più estreme del cinema italiano. Nel 1978 raggiunge visibilità internazionale con Midnight Express di Alan Parker, nel ruolo di Rifki. La sua capacità di declinare registri opposti emerge in Non ci resta che piangere (1984) di Benigni e Troisi, dove veste i panni di Leonardo da Vinci con un'ironia memorabile: aveva 47 anni quando girò quella commedia cult. Il riconoscimento istituzionale più importante arriva nel 1992 con il Nastro d'Argento al Miglior Attore Non Protagonista per Johnny Stecchino di Roberto Benigni, in cui interpreta Il Dottore — il medico complice della mafia celebre per la battuta sul traffico come vera piaga di Palermo. Nel 1996 lavora con Dario Argento in La sindrome di Stendhal nei panni del dottor Cavanna, lo psichiatra di Anna (Asia Argento). Tra i lavori internazionali spiccano Caligola (1979), Mission: Impossible III (2006) e The American (2010). È scomparso a Roma nell'ottobre 2025, all'età di 88 anni.