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Dahmer – Monster: cronologia delle controversie e delle risposte di Netflix
Netflix ha rimosso il tag LGBTQ+ dalla serie in circa due giorni, dopo le proteste.
Dahmer è stata la seconda serie in lingua inglese più vista di sempre su Netflix e uno dei casi più discussi di true crime a spese delle vittime. Questa ricerca raccoglie i numeri di audience, la vicenda del tag rimosso, e il contesto documentato del caso Konerak Sinthasomphone.
Che cosa è la serie, e quanto è stata vista
Dahmer – Monster: The Jeffrey Dahmer Story esce su Netflix il 21 settembre 2022. È una miniserie in dieci episodi creata da Ryan Murphy e Ian Brennan, con Evan Peters nel ruolo del protagonista, Richard Jenkins e Molly Ringwald come i familiari, Niecy Nash nel ruolo della vicina di casa Glenda Cleveland. È la prima stagione di quella che diventerà l'antologia Monster, proseguita nel settembre 2024 con il caso dei fratelli Menéndez e nell'ottobre 2025 con Ed Gein.
I numeri sono stati enormi e la critica fredda: 57 per cento di giudizi positivi su Rotten Tomatoes con media di 6,3 su 10, e 46 su 100 su Metacritic. Nelle prime quattro settimane la serie accumula 701,37 milioni di ore viste, seconda solo alla quarta stagione di Stranger Things fra i titoli in lingua inglese; entro sessanta giorni supera il miliardo di ore, terzo titolo Netflix a riuscirci dopo Squid Game e Stranger Things.
Dati del grafico
| Voce | Valore |
|---|---|
| Squid Game st. 1 | 1650 milioni di ore |
| Stranger Things st. 4 | 1350 milioni di ore |
| Dahmer - Monster | 701 milioni di ore |
Due precisazioni, perché entrambe circolano storte. La cifra di 701 milioni è riferita a quattro settimane, non a tre: la prima settimana furono 196,2 milioni di ore, la terza 205,33, e il totale è cumulato. E «seconda serie più vista di sempre» va completato con «in lingua inglese»: nella classifica generale davanti c'è Squid Game, con 1,65 miliardi di ore.
Il tag durato due giorni
Al lancio, nel sistema di categorie di Netflix, la serie compariva anche sotto l'etichetta «LGBTQ». La reazione fu immediata e quasi unanime: quella categoria, sulla piattaforma, raccoglie titoli come Heartstopper e Sex Education, cioè racconti di identità e affetti; usarla per una serie il cui protagonista è un uomo che ha ucciso uomini gay veniva letto dal pubblico come un'equiparazione insultante.
Netflix rimosse il tag venerdì 23 settembre, due giorni dopo l'uscita, senza rilasciare alcuna dichiarazione. Al suo posto restarono etichette come «ominoso», «psicologico», «horror», «crimine vintage», «dark». La versione secondo cui il tag sarebbe rimasto cinque giorni circola online ma non ha una fonte primaria: le testate che hanno seguito la vicenda in tempo reale indicano il 23 settembre.
Ryan Murphy, mesi dopo, disse di non essere stato d'accordo con la rimozione, e la sua argomentazione merita di essere riportata per esteso perché è il centro di tutta la discussione:
«Parla di omofobia. Il mio lavoro di artista è tenere alzato uno specchio su quello che è successo. È brutto. Non è piacevole. Parte di questa indignazione è diretta alla cornice dello specchio invece che al riflesso.»
Murphy aggiunse di essersi occupato non del «mostro» ma di ciò che lo aveva prodotto, e spiegò che l'etichetta era arrivata «in parte per il mio coinvolgimento: sono un uomo gay, quindi la maggior parte delle mie storie ha a che fare in qualche modo con qualcosa di LGBTQ».
Dall'altra parte, la lettura di chi quel contesto lo aveva vissuto. BJ Daniels, che frequentava il Club 219 di Milwaukee — uno dei locali dove Dahmer avvicinava le vittime — disse alla stampa che la serie «feticizza questo orrendo momento della storia di Milwaukee». Fra le due posizioni non c'è una sintesi, e questa ricerca non ne propone una: sono due modi diversi di rispondere alla stessa domanda, cioè se un racconto sull'omofobia debba stare nello scaffale delle storie omosessuali.
Il 27 maggio 1991
La serie dedica spazio consistente a un episodio che, più di ogni altro, spiega perché la vicenda è stata letta come un fallimento istituzionale e non solo come un caso criminale.
Konerak Sinthasomphone aveva quattordici anni ed era di origine laotiana. La notte fra il 26 e il 27 maggio 1991 riuscì ad allontanarsi dall'appartamento di Dahmer, in North 25th Street a Milwaukee, mentre questi era uscito. Alcune donne del quartiere — fra cui la figlia e la nipote di Glenda Cleveland — chiamarono la polizia vedendolo in strada in stato confusionale. Intervennero gli agenti Joseph Gabrish e John Balcerzak. Dahmer, tornato, li convinse che il ragazzo fosse il suo compagno adulto, ubriaco dopo un litigio. Gli agenti gli credettero, ignorarono le testimoni che insistevano, e lo riaccompagnarono dentro. Il ragazzo fu ucciso circa mezz'ora dopo.
La prova più netta contro gli agenti non fu una testimonianza ma la registrazione della loro radio di servizio, in cui l'intervento veniva commentato come una lite fra amanti omosessuali, con battute sul riportare insieme la coppia. Glenda Cleveland richiamò la polizia nei giorni successivi, dopo aver visto sul giornale la foto del ragazzo scomparso, e non ottenne risposta. Fra quella notte e l'arresto di Dahmer, il 22 luglio 1991, ci furono altri cinque omicidi.
Quel che accadde dopo è la parte meno raccontata. Gabrish e Balcerzak furono licenziati; nel giugno 1994 il giudice Robert J. Parins li reintegrò, riconoscendo a ciascuno 55.000 dollari di arretrati. Un terzo agente, Richard Porubcan, ricevette una sospensione. Nessun processo penale a loro carico. Il Comune di Milwaukee chiuse in sede civile con la famiglia Sinthasomphone versando 850.000 dollari. John Balcerzak sarebbe poi diventato presidente della Milwaukee Police Association, il sindacato di polizia, dal 2005 al 2009, andando in pensione nel 2017. Glenda Cleveland è morta nel 2011.
Chi erano le vittime, e che cosa se ne può dire
Le vittime accertate furono diciassette, fra il 1978 e il 1991, di età compresa fra i quattordici e i trentadue anni. Undici erano afroamericane, le altre asiatiche o latinoamericane; in larga parte si trattava di uomini giovani, poveri, gay.
Su questo dato poggia l'argomento — sostenuto da storici, attivisti e da parte della stampa — che la scarsa attenzione della polizia fosse legata a chi erano le vittime. È un argomento serio e documentato dalle circostanze, ma va detto con precisione che cosa sia: una lettura storica, non un accertamento giudiziario. Nessuna sentenza ha stabilito un movente discriminatorio nella condotta degli agenti; l'unico provvedimento fu amministrativo e venne ribaltato. E c'è una voce contraria che va riportata: Michael McCann, il procuratore distrettuale che sostenne l'accusa nel processo del 1992, ha dichiarato pubblicamente nel 2022 che né razzismo né omofobia influenzarono le indagini.
Del processo restano documentate anche le condizioni: una barriera di vetro antiproiettile alta due metri e quaranta in aula, un solo giurato afroamericano, e le proteste dei familiari per il trattamento ricevuto. Il reverendo Jesse Jackson si recò a Milwaukee in quelle settimane per denunciare il diverso metro usato dalla polizia con i cittadini neri.
Le famiglie
La controversia più dura non ha riguardato la classificazione ma il consenso.
Rita Isbell è la sorella di Errol Lindsey. Nel 1992 rese in aula una dichiarazione rimasta nota; la serie la ricostruisce parola per parola, con un'attrice. «Quando ho visto una parte della serie mi ha turbata, soprattutto quando ho visto me stessa — quando ho visto il mio nome scorrere sullo schermo e questa signora dire alla lettera esattamente quello che avevo detto io.» E ancora: «Penso che Netflix avrebbe dovuto chiedere se ci dava fastidio o come ci sentivamo a farla. A me non hanno chiesto niente. L'hanno fatto e basta.» Sul piano economico: «Potrei anche capirlo se dessero parte dei soldi ai figli delle vittime… È triste che ci stiano solo facendo soldi sopra. È avidità.»
Eric Perry, suo cugino, ha scritto pubblicamente che ricostruire il crollo emotivo della cugina in aula, davanti all'uomo che aveva ucciso suo fratello, è «assurdo», e ha aggiunto: «Non sto dicendo a nessuno cosa guardare, so che il true crime va fortissimo adesso, ma se siete davvero curiosi delle vittime, la mia famiglia è furiosa».
Shirley Hughes, ottantacinque anni, è la madre di Tony Hughes — aspirante modello, sordo dalla nascita, ucciso a trentun anni nel maggio 1991, e a cui la serie dedica un intero episodio. Le sue parole: «Non è andata così», «non capisco come possano farlo», «non capisco come possano usare i nostri nomi e mettere fuori quella roba». Nell'ottobre successivo ha criticato anche l'ondata di costumi di Halloween ispirati alla serie.
Ryan Murphy ha risposto che il suo team ha lavorato tre anni e mezzo alla ricerca e ha provato a contattare circa venti famiglie, senza ricevere risposta. Quando la serie ha raccolto tredici candidature agli Emmy, il legale di alcune famiglie ha definito pubblicamente quelle candidature una glamourizzazione del crimine violento.
I premi, e chi li ha vinti davvero
Su questo punto le riprese sono spesso imprecise, quindi vale la pena essere puntuali. Evan Peters ha vinto il Golden Globe 2023 come miglior attore in una miniserie o film per la televisione. Agli Emmy dello stesso anno, dove la serie era candidata in tredici categorie, ha ricevuto la candidatura ma non il premio, che è andato a Steven Yeun per Beef. L'unica vittoria della serie nelle categorie principali è quella di Niecy Nash-Betts come miglior attrice non protagonista.
| Anno | Premio | Categoria | Esito |
|---|---|---|---|
| 2023 | Golden Globe | Miglior attore in miniserie o film TV (Evan Peters) | Vinto |
| 2023 | Golden Globe | Miglior miniserie o film TV | Candidatura |
| 2023 | Emmy | Miglior attrice non protagonista (Niecy Nash-Betts) | Vinto |
| 2023 | Emmy | Miglior attore protagonista (Evan Peters) | Candidatura |
| 2023 | Emmy | Miglior miniserie o serie antologica | Candidatura |
| 2023 | Emmy | Regia (Paris Barclay, Carl Franklin) | Candidature |
| 2023 | BAFTA TV | Miglior programma internazionale | Vinto |
| 2022 | People's Choice Awards | Serie dell'anno | Vinto |
Limiti e verifiche
Quattro cose da tenere ferme.
La cifra di 701 milioni di ore riguarda quattro settimane, non tre. Il primato è «seconda serie in lingua inglese», non seconda in assoluto.
Il tag LGBTQ è rimasto due giorni, non cinque: la versione dei cinque giorni non ha una fonte primaria identificabile.
Il bias razziale e omofobico nella gestione del caso è un argomento storico ampiamente sostenuto, ma non è mai stato accertato in sede giudiziaria, e il procuratore del processo lo ha pubblicamente negato. Va presentato come lettura documentata, mai come fatto giudicato.
Sui premi: Evan Peters ha vinto il Golden Globe e non l'Emmy. Va detto anche che il personaggio di Glenda Cleveland nella serie è una costruzione drammaturgica che accorpa più figure reali, e la sua collocazione fisica nel racconto non corrisponde esattamente a quella della persona reale.
Domande frequenti
Quante ore è stata vista, e in quanto tempo?
701,37 milioni di ore nelle prime quattro settimane dall'uscita del 21 settembre 2022, secondo i dati Netflix. Entro sessanta giorni ha superato il miliardo di ore, terzo titolo della piattaforma a riuscirci dopo Squid Game e la quarta stagione di Stranger Things.
È davvero la seconda serie più vista di sempre su Netflix?
È la seconda fra quelle in lingua inglese, per ore viste nelle prime quattro settimane. Nella classifica generale, che comprende tutte le lingue, davanti c'è Squid Game con 1,65 miliardi di ore.
Quanto è rimasto il tag LGBTQ, e perché è stato tolto?
Applicato al lancio il 21 settembre 2022 e rimosso il 23, cioè dopo due giorni. Netflix non ha mai spiegato pubblicamente la decisione. La versione dei cinque giorni che circola online non trova riscontro nelle fonti che seguirono la vicenda.
Ryan Murphy era d'accordo con la rimozione?
No. Ha dichiarato che la serie parla di omofobia e che il compito di un artista è tenere alzato uno specchio su quello che è successo, aggiungendo che parte dell'indignazione era diretta alla cornice dello specchio anziché al riflesso.
Che cosa accadde con Konerak Sinthasomphone?
Il 27 maggio 1991 il ragazzo, quattordicenne, riuscì ad allontanarsi dall'appartamento di Dahmer. Alcune donne del quartiere chiamarono la polizia; gli agenti intervenuti credettero alla versione di Dahmer, che lo presentò come il proprio compagno adulto ubriaco, ignorarono le testimoni e lo riaccompagnarono dentro. Fu ucciso circa mezz'ora dopo. I due agenti furono licenziati e reintegrati nel 1994 con 55.000 dollari di arretrati ciascuno; il Comune chiuse con la famiglia in sede civile per 850.000 dollari.
Le famiglie erano state consultate?
No, secondo le famiglie. Rita Isbell, sorella di Errol Lindsey, ha dichiarato che Netflix non l'ha mai contattata pur ricostruendo la sua deposizione parola per parola. Ryan Murphy sostiene di aver tentato di raggiungere circa venti famiglie senza ottenere risposta, dopo tre anni e mezzo di ricerche.
Quante candidature e quanti premi ha avuto?
Tredici candidature agli Emmy 2023, con una vittoria: Niecy Nash-Betts come miglior attrice non protagonista. Evan Peters ha vinto il Golden Globe come miglior attore, ma non l'Emmy, andato a Steven Yeun. La serie ha vinto anche un BAFTA come miglior programma internazionale.
Che ruolo ha avuto il pregiudizio nella vicenda?
Undici delle diciassette vittime erano afroamericane, e in maggioranza si trattava di uomini giovani, poveri e gay. Storici e attivisti sostengono che questo spieghi la scarsa attenzione della polizia, e la registrazione radio degli agenti nel caso Sinthasomphone contiene commenti omofobi. Non esiste però alcun accertamento giudiziario in questo senso, e il procuratore che sostenne l'accusa lo ha negato pubblicamente nel 2022.
La serie è storicamente accurata?
In parte. La produzione rivendica un lungo lavoro di ricerca; i familiari contestano scene specifiche e, soprattutto, il fatto di essere stati messi in scena senza consenso. La critica professionale ha oscillato fra il riconoscimento della denuncia istituzionale e l'accusa di sfruttamento: il consenso di Rotten Tomatoes parla esplicitamente di una storia che «scivola nello sfruttamento».
Fa parte di una serie più ampia?
Sì, è la prima stagione dell'antologia Monster, proseguita nel settembre 2024 con il caso dei fratelli Menéndez e nell'ottobre 2025 con Ed Gein.
Riferimenti
Questa ricerca raccoglie e mette in relazione materiali già pubblicati. Ogni affermazione rinvia alla fonte da cui proviene: dove le fonti divergono, la divergenza è riportata nel testo. Le voci sono in ordine alfabetico. Come sono fatte queste ricerche.
- All That's Interesting, «Konerak Sinthasomphone». allthatsinteresting.com
- Biography.com, «Jeffrey Dahmer». biography.com
- Britannica, «Jeffrey Dahmer». britannica.com
- Capital FM, «Tony Hughes' mother on the Netflix series». capitalfm.com
- Deadline, elenco dei vincitori Emmy 2023. deadline.com
- Deadline, settembre 2022. deadline.com
- Deadline, sulle candidature per la regia. deadline.com
- Distractify, «Jeffrey Dahmer's victims». distractify.com
- Distractify, «What happened to the cops that let Dahmer go». distractify.com
- Entertainment Tonight, «13 Emmy nominations». etonline.com
- Netflix Tudum, «One billion hours viewed». netflix.com
- NewsOne, «Jeffrey Dahmer DA Michael McCann». newsone.com
- NME, «Netflix removes LGBTQ tag on Jeffrey Dahmer series». nme.com
- PinkNews, settembre 2022. thepinknews.com
- PushBlack, «A serial killer with majority Black victims». pushblack.us
- Screen Rant, «Monster and the Konerak Sinthasomphone case». screenrant.com
- Television Academy, scheda della serie. televisionacademy.com
- Television Academy, vincitori 2023. televisionacademy.com
- The Guardian, ottobre 2022. pressreader.com
- The Hollywood Reporter, «Dahmer victim's family speaks out», settembre 2022. hollywoodreporter.com
- The Wrap, «Dahmer victims' family lawyer slams Emmy nominations». thewrap.com
- TMZ, «Dahmer prosecutor denies racial and homophobic bias», settembre 2022. tmz.com
- Today, «Where is Glenda Cleveland now». today.com
- Variety, «Dahmer is Netflix's second-biggest TV show», ottobre 2022. variety.com
- Variety, «Dahmer passes one billion hours viewed», novembre 2022. variety.com
- Variety, «Netflix removes LGBTQ tag from Dahmer after backlash», settembre 2022. variety.com
- Variety, «Ryan Murphy and Evan Peters on the Dahmer backlash», dicembre 2022. variety.com
- Wikipedia, «Dahmer – Monster: The Jeffrey Dahmer Story». en.wikipedia.org
- Wikipedia, «John Balcerzak». en.wikipedia.org
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