Ricerca antologica

Severance e la scissione dell'identità: il dispositivo narrativo e i suoi riferimenti

Separare i ricordi del lavoro da quelli della vita: un esperimento filosofico prima che narrativo.

27 nomination agli Emmy 2025, più di ogni altra serie

Scissione ha portato in prima serata un problema che la filosofia discute da secoli: se si divide la memoria, quante persone restano. Questa ricerca raccoglie i dati di audience che hanno reso la serie la più vista di Apple TV+ e le letture filosofiche che ne sono seguite, italiane e internazionali.

Un'idea nata in un magazzino

Severance esce su Apple TV+ il 18 febbraio 2022, nove episodi fino all'8 aprile. La seconda stagione, dieci episodi, arriva quasi tre anni dopo, fra il 17 gennaio e il 21 marzo 2025 — l'intervallo è dovuto agli scioperi degli sceneggiatori e degli attori del 2023, che bloccarono le riprese previste per quell'anno. La terza stagione è stata confermata il giorno stesso del finale della seconda.

L'ideatore è Dan Erickson, il regista principale e produttore esecutivo Ben Stiller. L'origine dell'idea è meno concettuale di quanto la serie faccia pensare: Erickson lavorava in un magazzino che catalogava componenti per porte, odiava quel lavoro, e da lì gli venne l'idea di una procedura che permettesse di non ricordarlo. Il documento con cui presentò il progetto conteneva una macchia fatta con il proprio sangue, a simulare un anello di tazzina — un'immagine di quello che il lavoro prende.

Il congegno narrativo è semplice da enunciare e complicato da sopportare. Un impianto neurale separa i ricordi: chi entra in azienda non ricorda nulla della propria vita, chi ne esce non ricorda nulla del lavoro. Nascono così due flussi di coscienza nello stesso corpo, che la serie chiama innie e outie.

Il protagonista, Mark Scout, interpretato da Adam Scott, è un ex professore di storia della Prima guerra mondiale che dopo la morte apparente della moglie perde il lavoro accademico e si sottopone alla procedura: la scissione non gli serve a lavorare meglio, gli serve a smettere di ricordare il lutto per otto ore al giorno. Dentro l'azienda dirige il reparto «raffinamento macrodati».

Il doppio senso del titolo

Severance in inglese significa separazione, ma indica anche la liquidazione che si riceve alla fine di un rapporto di lavoro. Il gioco è deliberato: i dipendenti dell'azienda ricevono una liquidazione, e quello che viene liquidato è la loro identità.

L'italiano Scissione recupera bene il primo senso — la separazione netta, quella nucleare, e la dissociazione psichica — e perde inevitabilmente il secondo.

I numeri, e chi li comunica

Apple non pubblica cifre assolute. Quello che comunica sono confronti interni, e vanno attribuiti a lei.

Nel febbraio 2025 l'azienda ha dichiarato che Severance, sommando gli spettatori unici della prima stagione e della prima metà della seconda, aveva superato il totale delle tre stagioni di Ted Lasso, diventando la serie più vista nella storia della piattaforma. Nella settimana di lancio della seconda stagione, negli Stati Uniti, Nielsen ha misurato 589 milioni di minuti visti; nella settimana del finale, 876 milioni — il valore più alto della serie, e la prima volta che compare nella Top 10 generale di Nielsen. Nello stesso mese Apple TV+ ha registrato una crescita del 126 per cento nelle nuove sottoscrizioni rispetto al periodo equivalente di dicembre, per una stima di circa tre milioni di nuovi abbonati a gennaio.

Minuti visti negli Stati Uniti, in milioni (rilevazione Nielsen)
Settimana del finale, marzo 2025: 876 milioni di minutiSettimana del finale, marzo 2025876Settimana di lancio, gennaio 2025: 589 milioni di minutiSettimana di lancio, gennaio 2025589
Dati del grafico
VoceValore
Settimana del finale, marzo 2025876 milioni di minuti
Settimana di lancio, gennaio 2025589 milioni di minuti

Sui soldi, due stime di terzi che non vanno confuse con dati ufficiali. Parrot Analytics, con metodologia proprietaria, stima in oltre duecento milioni di dollari i ricavi globali generati dalla serie per Apple dal debutto al 31 gennaio 2025, di cui circa 101,6 milioni attribuiti alla sola prima stagione nel suo primo anno. Il budget della seconda stagione è stimato dalla stampa intorno ai venti milioni di dollari a episodio, duecento milioni in tutto. Se entrambe le cifre fossero corrette, la serie sarebbe più o meno in pareggio — cosa che per Apple avrebbe comunque senso, perché il ritorno è in abbonati acquisiti e non in margine sul titolo.

La domanda etica che la serie non nasconde

La torsione più discussa arriva nel finale della seconda stagione. Il sé esterno scopre che la moglie è viva e trattenuta dentro l'azienda; ma la decisione finale spetta al sé interno, che sceglie di restare dentro con Helly invece di lasciarsi dissolvere nell'uscita dell'altro.

È il punto in cui la premessa smette di essere un espediente e diventa un problema. Se il sé interno è una coscienza adulta, capace di relazioni e di preferenze, che statuto ha? Può essere «licenziato» — cioè cessare di esistere — per una decisione presa da qualcun altro che ha il suo stesso corpo e non i suoi ricordi? La serie non risponde, e la sua struttura è costruita perché la domanda resti aperta.

I filosofi che la critica ha davvero chiamato in causa

Sulla serie si è accumulata una quantità inusuale di commento filosofico. Conviene distinguere chi è stato effettivamente citato da chi viene attribuito per assonanza.

Nella critica anglofona il riferimento centrale è Derek Parfit, in particolare Reasons and Persons del 1984: la sopravvivenza personale, sostiene Parfit, è questione di continuità psicologica — memoria, valori, capacità — e non di identità numerica. Applicato alla serie, questo dà un nome alla condizione del sé interno che viene cancellato: non è morte in senso biologico, ma non è nemmeno niente. Nella discussione critica è comparsa per questo l'espressione murder lite.

Accanto a Parfit, John Locke: se l'identità personale sta nella coscienza e nella memoria e non nel corpo, allora due flussi di memoria separati nello stesso corpo sono, in senso lockiano, due persone. È la premessa che l'azienda della serie sfrutta per trattarle come entità distinte.

La critica italiana ha lavorato su un altro asse. Filosofemme legge la serie attraverso i Manoscritti economico-filosofici di Marx: le quattro dimensioni dell'alienazione — dal prodotto, dall'attività, da sé, dagli altri — si realizzano alla lettera in un'azienda dove si eseguono compiti incomprensibili senza poterne ricordare lo scopo né conoscere i colleghi degli altri reparti; e il mito di Er, nella Repubblica, fornisce la cornice sulla memoria come strumento di riconoscimento di sé.

Su Doppiozero, Riccardo Manzotti parte da un aneddoto su Fichte che ascolta il figlio dire «io» per la prima volta — quando nasce un individuo? — e collega la scissione all'etimologia di diàbolos, che significa alla lettera «colui che divide», passando per Byung-Chul Han, con il lavoratore contemporaneo simultaneamente prigioniero e carceriere di sé, e per Musil, con il lavoro moderno come vendita dell'intera persona e non del solo tempo.

Due articoli di Carmilla aggiungono la lettura politica. Il primo sostiene che la scissione realizzi il progetto del capitalismo contemporaneo non fondendo lavoro e vita ma frammentandoli in due persone parziali, nessuna delle quali può dare senso compiuto alla propria esistenza: l'innie è il lavoratore perfetto perché è un adulto senza storia. Il secondo introduce un paragone che solo la critica italiana poteva fare — la Megaditta di Fantozzi — per notare come in entrambi i casi l'azienda diventi un'istituzione para-religiosa, con il fondatore venerato come profeta.

C'è infine un riferimento che va lasciato fuori, o almeno dichiarato per quello che è: Kant. L'assonanza fra il dualismo io empirico / io trascendentale e la struttura della serie è evidente, ma nessuno degli articoli critici e dei testi accademici reperiti la propone. È una lettura possibile, non una lettura attestata.

Esiste anche un articolo peer-reviewed in inglese, «Unraveling the ideological illusions of work-life balance: Lessons from Severance», pubblicato nel 2025 su Science Fiction Film and Television: il testo integrale non è accessibile, e qui se ne riporta solo l'esistenza.

L'edificio, e la sua ironia

Gli esterni dell'azienda sono i Bell Labs di Holmdel, nel New Jersey, oggi Bell Works: un monolite di vetro a specchio posato su un campus, progettato da Eero Saarinen fra il 1959 e il 1962. Saarinen morì nel 1961, un anno prima che fosse finito.

L'ironia è nella documentazione d'epoca. Il complesso era stato presentato come un edificio pensato per le persone, capace di offrire privacy e un ambiente controllato in cui lavorare — cioè, parola per parola, la retorica che l'azienda della serie usa per giustificare la scissione. Un monumento al lavoro creativo che sessant'anni dopo fa da scenografia alla sua distopia.

Gli interni sono set costruiti agli York Studios nel Bronx; le scene di vita esterna sono girate soprattutto a Nyack e Pleasantville, nello stato di New York.

Premi

La seconda stagione ha ricevuto ventisette candidature agli Emmy 2025, il numero più alto di quell'edizione e a cinque dal record assoluto di Game of Thrones, che nel 2019 ne aveva ottenute trentadue. Nove riguardavano le interpretazioni.

Alla cerimonia del 14 settembre 2025 il bilancio è stato più contenuto di quanto le candidature lasciassero prevedere: due statuette principali e una ai Creative Arts, mentre il premio per la miglior serie drammatica è andato a The Pitt.

AnnoPremioCategoriaEsito
2022EmmyMiglior serie drammatica e altre (14 candidature)Due vittorie ai Creative Arts: titoli di testa e musiche
2022EmmyMiglior attore protagonista (Adam Scott)Candidatura
2023Golden GlobeMiglior serie drammatica e miglior attoreCandidature
2025EmmyMiglior attrice protagonista (Britt Lower)Vinto
2025EmmyMiglior attore non protagonista (Tramell Tillman)Vinto
2025EmmyMiglior attrice ospite (Merritt Wever, Creative Arts)Vinto
2025EmmyMiglior serie drammaticaCandidatura, premio a The Pitt
2026Golden GlobeMiglior serie drammatica, miglior attore e attriceCandidature

Il momento in cui è uscita

La prima stagione debutta nel febbraio 2022, cioè al culmine di quella che negli Stati Uniti si chiamò Great Resignation. Non è un caso che sia stata letta come il documento culturale di quella stagione: ricercatori della Northeastern University l'hanno usata per discutere l'ansia collettiva verso la struttura del lavoro, e l'articolo accademico del 2025 la analizza come smontaggio delle illusioni ideologiche del work-life balance.

La battuta migliore su questo l'ha scritta la critica svizzera: non serve un'operazione chirurgica per essere alienati dal lavoro.

Limiti e verifiche

I dati di diffusione sono comunicati da Apple, che non pubblica cifre assolute: il confronto con Ted Lasso è su spettatori unici in un intervallo scelto dall'azienda, non certificato da terzi. I minuti visti sono invece rilevazioni Nielsen.

Ricavi e budget sono stime di società terze e di stampa, non dati Apple: la prima usa una metodologia proprietaria, la seconda non è confermata da nessuno.

Il riferimento a Kant non è attestato in alcun testo critico reperito: è una lettura possibile, non un fatto.

Sugli Emmy: le ventisette candidature sono ufficiali, ma il bilancio finale è di tre statuette, e la serie ha perso la categoria principale. L'articolo accademico del 2025 è citato per esistenza, non per contenuto: il testo integrale non è accessibile.

Della terza stagione è confermato solo il rinnovo: nessuna finestra di uscita è stata comunicata.

Domande frequenti

Che cosa significa il titolo?

Severance significa separazione ma anche liquidazione di fine rapporto: il doppio senso è voluto. L'italiano Scissione rende il primo significato, quello della separazione netta e della dissociazione, e perde il secondo.

Ha davvero superato Ted Lasso?

Secondo Apple sì: sommando gli spettatori unici della prima stagione e della prima metà della seconda, la serie ha superato il totale delle tre stagioni di Ted Lasso. È un confronto interno comunicato dall'azienda, non una misurazione indipendente.

Perché sono passati quasi tre anni fra le due stagioni?

Per gli scioperi degli sceneggiatori e degli attori del 2023, che bloccarono le riprese previste per quell'anno. La lavorazione riprese a gennaio 2024.

I due Mark sono la stessa persona?

Biologicamente sì. La procedura crea due flussi di coscienza separati che non condividono memoria: quello esterno, che ha una storia e una vita, e quello interno, che si sveglia in ufficio e non ha accesso a nulla di tutto ciò. Nel finale della seconda stagione i due comunicano attraverso una registrazione, e non si piacciono.

Quali filosofi vengono chiamati in causa?

Nella critica anglofona soprattutto Derek Parfit, per la continuità psicologica come criterio di sopravvivenza, e John Locke, per l'identità come memoria. In quella italiana Marx per l'alienazione, Platone per la memoria come riconoscimento di sé, Byung-Chul Han e Musil per la condizione del lavoratore contemporaneo. Il riferimento a Kant, spesso evocato, non compare in nessuno dei testi reperiti.

Dove è stata girata?

Gli esterni dell'azienda sono i Bell Labs di Holmdel, nel New Jersey, progettati da Eero Saarinen fra il 1959 e il 1962; gli interni sono set costruiti nel Bronx; le scene di vita esterna sono girate a Nyack e Pleasantville, nello stato di New York.

Ci sarà una terza stagione?

Sì, confermata il 21 marzo 2025, lo stesso giorno del finale della seconda. Nessuna data di uscita è stata comunicata.

Quanti Emmy ha vinto?

La seconda stagione ha ottenuto ventisette candidature, il massimo dell'edizione 2025, e ha vinto tre premi: miglior attrice protagonista a Britt Lower, miglior attore non protagonista a Tramell Tillman e miglior attrice ospite a Merritt Wever. La categoria principale è andata a The Pitt.

Che rapporto ha con la Great Resignation?

La prima stagione è uscita nel febbraio 2022, al culmine di quel fenomeno, ed è stata letta come il suo documento culturale. Il tema centrale non è il carico di lavoro ma la separazione fra vita e lavoro venduta come soluzione.

Che differenza c'è fra innie e outie?

L'outie è la persona che ha firmato il contratto e che ogni mattina sceglie di andare al lavoro. L'innie è la coscienza che si sveglia dentro l'ufficio, adulta e capace di relazioni, senza alcun accesso alla vita esterna e completamente dipendente dall'altra per la propria esistenza. La domanda della serie è se abbia dei diritti.

Riferimenti

Questa ricerca raccoglie e mette in relazione materiali già pubblicati. Ogni affermazione rinvia alla fonte da cui proviene: dove le fonti divergono, la divergenza è riportata nel testo. Le voci sono in ordine alfabetico. Come sono fatte queste ricerche.

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