Ricerca antologica

Squid Game e il debito: il dato reale dietro il meccanismo narrativo

Il debito che muove la trama è la ragione per cui la serie si è capita ovunque.

265,2M visualizzazioni della prima stagione

Squid Game è il maggior successo della storia di Netflix e nasce da una crisi finanziaria personale del suo autore e da uno sciopero operaio realmente avvenuto in Corea del Sud. Questa ricerca raccoglie i numeri di audience delle tre stagioni e il contesto economico che li spiega.

Un debito personale diventato una serie

Squid Game nasce da una crisi economica privata. Nel 2008 Hwang Dong-hyuk, dopo il fallimento di un progetto, si ritrova senza lavoro e indebitato; passa il tempo negli internet café leggendo manga di sopravvivenza — Liar Game, Kaiji, e prima ancora Battle Royale — e ne ricava l'idea di una gara mortale per persone in rovina. Il copione resterà senza finanziatori per dieci anni.

Quando la serie arriva, il 17 settembre 2021, l'autobiografia è ancora leggibile nel testo. Gi-hun, il giocatore 456, è un operaio licenziato dalla fabbrica Ssangyong Motor: nel 2009 quello stabilimento fu davvero teatro di uno dei conflitti sindacali più duri della storia coreana recente, con 2.646 licenziamenti — circa il 36-37 per cento della forza lavoro — settantasette giorni di occupazione e uno sgombero condotto da polizia ed esercito. Hwang ha dichiarato apertamente il riferimento. Il quartiere d'infanzia del regista, Ssangmun-dong a Seul, è quello di Gi-hun; l'Università Nazionale di Seul, il vanto di Sang-woo.

Anche la matematica della serie è progettata, non decorativa: 456 giocatori moltiplicati per cento milioni di won — il prezzo assegnato a ciascuna vita — danno esattamente i 45,6 miliardi di won del montepremi. Al cambio del dicembre 2024 sono circa 30,4 milioni di euro.

Il dato che rende la premessa credibile

La domanda che conta, per una serie costruita sul debito, è se il debito sia davvero così. La risposta è che sì, e con un tempismo notevole.

Il rapporto fra debito delle famiglie sudcoreane e prodotto interno lordo tocca il massimo storico proprio nel trimestre in cui la serie debutta: 99,1 per cento nel terzo trimestre del 2021 secondo i dati della Bank of Korea, con una stima alternativa al 101,9 per cento a settembre dello stesso anno che dipende da una metodologia diversa. Per capire quanto sia anomalo, basta la media di lungo periodo: dal 1962 al 2025 quel rapporto è stato in media del 43,9 per cento. Nel 2021 era più che raddoppiato.

Debito delle famiglie in rapporto al PIL, in percentuale
Corea del Sud, picco 2021: 99 % del PILCorea del Sud, picco 202199Canada, Q4 2024: 101 % del PILCanada, Q4 2024101Corea del Sud, Q4 2024: 92 % del PILCorea del Sud, Q4 202492Corea del Sud, Q4 2025: 89 % del PILCorea del Sud, Q4 202589Italia, Q1 2025: 36 % del PILItalia, Q1 202536Corea del Sud, media 1962-2025: 44 % del PILCorea del Sud, media 1962-202544
Dati del grafico
VoceValore
Corea del Sud, picco 202199 % del PIL
Canada, Q4 2024101 % del PIL
Corea del Sud, Q4 202492 % del PIL
Corea del Sud, Q4 202589 % del PIL
Italia, Q1 202536 % del PIL
Corea del Sud, media 1962-202544 % del PIL

Nel quarto trimestre del 2024 la Corea del Sud risultava seconda fra trentotto grandi economie per debito delle famiglie sul PIL, al 91,7 per cento, dietro al solo Canada. Alla fine del 2025 il valore è sceso all'88,6: la discesa è reale, ma parte da un livello che nessun altro paese asiatico ha mai avuto.

Una parte importante del meccanismo ha un nome coreano: il jeonse. È un sistema di affitto in cui l'inquilino non paga un canone mensile ma versa al proprietario un deposito pari al 60-80 per cento del valore dell'immobile, che gli verrà restituito alla fine. Per procurarsi quel deposito ci si indebita, e se il proprietario non riesce a restituirlo la perdita è totale. La serie non lo nomina mai, ma è il contesto in cui la disperazione dei suoi personaggi diventa verosimile.

I record, quelli veri

Netflix comunica i propri numeri in modo selettivo, ma su Squid Game è stata generosa perché non aveva ragione di non esserlo.

La prima stagione ha totalizzato 265,2 milioni di visualizzazioni nei primi novantuno giorni, e a oggi resta la serie più vista nella storia della piattaforma. Nei primi ventotto giorni aveva già accumulato 1,65 miliardi di ore viste. La seconda stagione, uscita il 26 dicembre 2024, ha stabilito un primato diverso: 68 milioni di visualizzazioni in quattro giorni, il miglior debutto settimanale per una serie Netflix, superando i 50,1 milioni di Mercoledì; e ha raggiunto i 126,2 milioni in undici giorni, la salita più rapida mai registrata. La terza e ultima stagione, dal 27 giugno 2025, ha aperto con 60,1 milioni di visualizzazioni in tre giorni ed è arrivata prima in tutti i novantatré paesi in cui Netflix pubblica una Top 10 — cosa che non era mai successa.

UscitaEpisodiDato di ascolto
Stagione 117 settembre 20219265,2 milioni di visualizzazioni in 91 giorni; 1,65 miliardi di ore nei primi 28
Stagione 226 dicembre 2024768 milioni in 4 giorni; 126,2 milioni in 11 giorni; 192,6 milioni in totale
Stagione 327 giugno 2025660,1 milioni in 3 giorni; prima in 93 paesi su 93

Sommando le prime due stagioni prima dell'uscita della terza, il franchise supera i 600 milioni di visualizzazioni. Le attivazioni fisiche organizzate da Netflix nel mondo hanno coinvolto oltre 66.400 partecipanti in tredici paesi.

C'è invece una cifra che va maneggiata con cura: i 900 milioni di dollari che Squid Game avrebbe «generato». Non sono ricavi. Sono un impact value, una metrica interna e proprietaria con cui Netflix stima il valore di un titolo combinando spettatori, profili e durata della visione; il numero è emerso da un documento riservato riportato da Bloomberg nell'ottobre 2021 e l'azienda non l'ha mai confermato pubblicamente. Chi lo cita come fatturato sta dicendo un'altra cosa.

Lo stesso vale per i budget. Quello della prima stagione è stimato attorno ai 21,4 milioni di dollari, circa 2,4 per episodio; per la seconda la cifra più ripresa è di cento miliardi di won, fra i 68 e i 70 milioni di dollari, con stime che arrivano a cento. Netflix non pubblica i budget di produzione: sono tutte ricostruzioni di stampa.

Quanto sono indebitati i personaggi

Sul debito dentro la serie circola una cifra molto ripresa — «in media duecento milioni di won a testa» — che però non è dichiarata né dalla serie né dalla produzione. È una media ricostruita da analisi giornalistiche, e come tale va attribuita.

Quello che si vede sullo schermo è una forbice, non una media. Nella seconda stagione i debiti mostrati vanno da quarantacinque milioni di won, circa trentunomila dollari, ai dieci miliardi del giocatore 100, Im Jeong-dae — quasi sette milioni di dollari. Fra i due estremi c'è tutta la differenza fra un prestito al consumo andato male e un dissesto finanziario.

Il confronto italiano, nella giusta proporzione

Il debito delle famiglie italiane in rapporto al PIL era al 36,1 per cento nel primo trimestre del 2025: poco più di un terzo del picco coreano. Su questo numero non c'è partita, e sarebbe scorretto suggerire che l'Italia viva la stessa condizione.

C'è però un dato che merita attenzione, ed è la composizione. Il credito al consumo italiano è cresciuto del 5,3 per cento nel 2024, passando da 160,7 a circa 169,3 miliardi di euro, e ha continuato a salire nel 2025, con i prestiti personali in aumento del 15 per cento su base annua. Soprattutto, il credito al consumo pesa in Italia per il 18,9 per cento del totale dei prestiti alle famiglie, contro una media dell'area euro dell'11,1; e costa più che altrove, con un TAEG medio del 10,45 per cento a febbraio 2025.

Detto altrimenti: l'Italia non ha il livello di indebitamento coreano, ma ha una quota anomala di debito a breve e caro — che è esattamente il tipo di debito che nella serie porta i personaggi al molo d'imbarco.

La lingua, la barriera, la scarpa

Il successo italiano della serie è passato per il doppiaggio, con le filastrocche dei giochi lasciate in coreano — la più famosa, «무궁화 꽃이 피었습니다», il fiore di Mugunghwa è sbocciato, è una vera conta da cortile, l'equivalente del nostro «uno, due, tre, stella»; il mugunghwa è il fiore nazionale della Corea del Sud.

Il dato ISTAT del 2024 aiuta a inquadrare perché il doppiaggio in Italia resta decisivo: il 69,5 per cento della popolazione dichiara di conoscere almeno una lingua straniera, ma oltre il 56 per cento di questi si attribuisce nella lingua che conosce meglio un livello al massimo sufficiente. La tradizione italiana del doppiaggio, del resto, non nasce da una preferenza estetica: comincia con il divieto del 1930 di far parlare lingue straniere sugli schermi.

La serie ha comunque smosso qualcosa. Duolingo ha registrato, nelle due settimane successive al debutto della prima stagione, un aumento del 40 per cento delle nuove iscrizioni al corso di coreano negli Stati Uniti, e del 76 per cento nel Regno Unito — due dati distinti, spesso citati come se fossero uno globale. Per la seconda stagione l'azienda ha poi firmato con Netflix una campagna comune, «Learn Korean or Else».

E poi c'è la scarpa. Alla produzione servivano 456 paia di calzature identiche e a basso costo: la scelta cadde sulle Vans slip-on bianche. Dopo l'uscita, il rivenditore britannico Sole Supplier riportò un aumento delle vendite del 7.800 per cento — una percentuale spettacolare che parte però da una base minuscola, tanto che l'amministratore delegato di VF Corporation definì l'effetto, in valore assoluto, modesto.

Riconoscimenti

Alla settantaquattresima edizione degli Emmy, nel 2022, la prima stagione ha vinto sei premi su quattordici candidature. Due sono primati: Lee Jung-jae è il primo attore asiatico a vincere come protagonista in una serie drammatica per un'interpretazione non in lingua inglese, e Hwang Dong-hyuk è il primo regista a vincere l'Emmy per la regia drammatica con una serie non anglofona.

AnnoPremioCategoriaEsito
2022EmmyMiglior attore protagonista in una serie drammatica (Lee Jung-jae)Vinto
2022EmmyMiglior regia per una serie drammatica (Hwang Dong-hyuk)Vinto
2022EmmyTotale6 vinti su 14 candidature
2022Golden GlobeMiglior attore non protagonista (Oh Young-soo)Vinto
2022SAG AwardsCast drammatico, attore protagonista, attrice protagonistaVinti
2025Golden GlobeMiglior serie drammatica (stagione 2)Candidatura

Limiti e verifiche

Quattro punti per chi cita questa ricerca.

Il primo riguarda il debito coreano. Il picco del 2021 sta fra il 99 e il 102 per cento del PIL a seconda della metodologia; la cifra dell'85 per cento che si legge in alcune riprese non corrisponde a quel momento e va sempre accompagnata da fonte e anno.

Il secondo riguarda i 900 milioni di dollari. È una metrica interna di Netflix emersa da un documento riservato, non un ricavo: presentarla come fatturato è un errore di categoria.

Il terzo riguarda i budget, che Netflix non pubblica: tutte le cifre in circolazione sono stime di stampa e vanno dichiarate come tali.

Il quarto riguarda i dati Duolingo, spesso fusi in un unico «+40 per cento globale»: il 40 per cento è statunitense, il 76 britannico, e le fonti sono due.

Restano infine due aneddoti che il testo riporta con attribuzione perché non hanno una fonte primaria: il laptop che Hwang avrebbe venduto per pagare i debiti, e il debito medio dei personaggi.

Domande frequenti

Squid Game è basata su una storia vera?

No, la storia è originale. Hwang Dong-hyuk si è ispirato alla propria crisi finanziaria del 2008, ai manga Liar Game e Kaiji, e allo sciopero reale della Ssangyong Motor del 2009, da cui viene il passato di Gi-hun. Il gioco non esiste.

Quante stagioni ha, e come si è chiusa?

Tre: nove episodi nel 2021, sette nel dicembre 2024, sei nel giugno 2025 con la stagione conclusiva.

Qual è il record di ascolti?

La prima stagione resta la serie più vista nella storia di Netflix, con 265,2 milioni di visualizzazioni in novantuno giorni. La seconda ha il record di debutto settimanale, 68 milioni in quattro giorni, e quello di velocità, 126,2 milioni in undici. La terza ha il miglior debutto su tre giorni, 60,1 milioni, ed è stata prima in tutti i novantatré paesi con una Top 10 Netflix.

Il debito raccontato nella serie è realistico?

Sì. Al momento del debutto il debito delle famiglie sudcoreane aveva toccato il massimo storico, fra il 99 e il 102 per cento del PIL, il livello più alto fra le grandi economie asiatiche; alla fine del 2024 la Corea era seconda al mondo dopo il Canada. Il sistema di affitto jeonse, che richiede depositi pari al 60-80 per cento del valore dell'immobile, è uno dei motori di quell'indebitamento.

Quanti premi ha vinto?

Sei Emmy su quattordici candidature nel 2022, con due primati storici per una produzione non in lingua inglese; un Golden Globe a Oh Young-soo e tre riconoscimenti ai SAG Awards.

Quanto vale il montepremi in euro?

I 45,6 miliardi di won corrispondono a circa 30,4 milioni di euro al cambio del dicembre 2024, poco più di 31 milioni di dollari. Nel 2021, con un won più forte, il controvalore era superiore.

Perché in Italia si guarda doppiata?

Perché è la norma del mercato, e perché la competenza linguistica reale è più bassa di quella dichiarata: secondo ISTAT il 69,5 per cento degli italiani dice di conoscere una lingua straniera, ma oltre la metà di questi si dà un livello al massimo sufficiente. La tradizione del doppiaggio nasce dal divieto del 1930 di usare lingue straniere sugli schermi.

Come si chiama il gioco iniziale in coreano?

«무궁화 꽃이 피었습니다», il fiore di Mugunghwa è sbocciato: una conta tradizionale coreana, equivalente al nostro «uno, due, tre, stella». Il mugunghwa, l'ibisco coreano, è il fiore nazionale del paese.

La serie ha davvero fatto studiare il coreano?

Secondo Duolingo, nelle due settimane dopo il debutto le nuove iscrizioni al corso di coreano sono cresciute del 40 per cento negli Stati Uniti e del 76 nel Regno Unito. Sono due dati distinti, spesso citati come se fossero un unico dato globale. Per la seconda stagione Duolingo e Netflix hanno lanciato una campagna comune.

Come si confronta il debito italiano con quello coreano?

In rapporto al PIL non c'è paragone: 36,1 per cento in Italia nel 2025 contro il 99-102 del picco coreano. Il credito al consumo italiano cresce però rapidamente, pesa per il 18,9 per cento dei prestiti alle famiglie contro l'11,1 della media dell'area euro, e costa di più, con un TAEG medio del 10,45 per cento.

Riferimenti

Questa ricerca raccoglie e mette in relazione materiali già pubblicati. Ogni affermazione rinvia alla fonte da cui proviene: dove le fonti divergono, la divergenza è riportata nel testo. Le voci sono in ordine alfabetico. Come sono fatte queste ricerche.

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